Bob Dylan: Chronicles. Volume 1 (2004, Feltrinelli)

Cafè Wha, Bleecker Street, MacDougall street, Gaslight: sono questi alcuni dei luoghi presso i quali si sviluppa il racconto autobiografico, in gran parte legato agli esordi artistici, di Bob Dylan, il musicista che ha segnato una pietra miliare nella storia della musica rock partendo dalle sue stesse radici folk.
Il primo volume delle Chronicles si sofferma soprattutto sull’epica degli inizi: l’amore per Woody Guthrie ed Hank Williams, Fred Neil che lo vuole scritturare per uno spettacolo con tanto di fenomeni da baraccone, la nascita del nome d’arte, il rapporto personale con lo stesso Woody Guthrie, lo stallo degli anni ’80 e la sensazione di non riuscire più a cantare in pubblico. E poi le parole di grandissimo apprezzamento per Joan Baez, quelle divertite su quel pazzo di David Crosby e un intero capitolo dedicato al rapporto con Daniel Lanois, l’artefice della sua rinascita artistica.
In tutto questo andare avanti e indietro nel tempo, con moltissime considerazioni personali sull’umanità, la letteratura, la politica, la canzone, il senso della musica, il cinema, Dylan dedica appena una riga all’incidente con la motocicletta che ebbe nel 1966 e che quasi gli costò la vita: “Ho avuto un incidente in motocicletta e sono rimasto ferito, ma sono guarito. La verità è che volevo tirarmi fuori dalla concorrenza”.

Stefano Nobile

Stefano Nobile

Professore Aggregato at Sapienza
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Stefano Nobile

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