Il funzionario della DG-Comm della Commissione europea: “È opportuno guardare e fare informazione da un altro punto di vista perchè “l’Europa Siamo”. L’amore per il giornalismo e la passione per l’Europa sono i due punti cardine del successo professionale di Michele Cercone, funzionario della DG-Comm della Commissione europea, invitato a convegno martedì 10 febbraio, presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale. Ad accoglierlo un ampio pubblico di studenti e giornalisti, con i quali l’ospite ha intavolato un interessante dibattito rispondendo alle numerose domande, in un contesto piacevolmente colloquiale. Tema centrale, come comunica la Commissione europea e quali sono gli strumenti che usa. Una comunicazione sicuramente dispersiva e problematica, nel tentativo di coprire una realtà molto ampia, in cui spesso, inevitabilmente, comunicare bene, risulta molto complicato.

Tra gli argomenti, si è discusso sull’impatto dei nuovi media su quelli tradizionali. In primo piano, l’uso dei social media come canale per i giornalisti e della lettura del macro dato attraverso questi: ottimo si rivela Twitter. Ma allo stesso tempo, un’attenzione al mondo dei social come strumento polarizzato con la tendenza a fare emergere il lato più estremo e critico. Il ruolo del giornalista è bilanciare questo perché il mondo della comunicazione sta subendo dei cambiamenti non facilmente prevedibili. La Commissione europea è un’istituzione che ha acquisito natura politica con il tempo e la sua grande difficoltà è di i. Ai giornalisti presenti in sala ha confidato: “. Ai giornalisti, il rimprovero per un’Europa che spesso serve ai media solo per essere italianizzata, ma ignorata quando vengono avanzate proposte costruttive. Un esempio è la questione dell’immigrazione: non condivido il comportamento della maggior parte del giornalismo italiano, perché non ha senso analizzare i dati di un Paese in Europa senza confrontarli con quelli degli altri”. È necessaria inoltre, un’informazione che riguardi l’Europa, nelle scuole, attraverso le agenzie stampa, le testate principali e le università. Il convegno, in linea con quanto affermato, fa parte delle lezioni del progetto “Bejour”, modulo di giornalismo europeo attivo presso la Sapienza di Roma e a tal proposito, Cercone ha dato consigli agli studenti presenti, futuri professionisti in Comunicazione: “Benvenuti questi incontri e chi li organizza, per informare sull’Europa. Mancano giornalisti formati sulle tematiche europee, che svolgono il loro lavoro all’interno del territorio nazionale. Di Europa infatti, non si può scrivere se non se ne conoscono realmente le dinamiche, ma chi entra in questo meccanismo è in grado di capirne il valore aggiunto, la dimensione che offre al futuro di tutti, e l’enorme potenziale. È opportuno guardare le cose da un altro punto di vista, non “l’Europa è” ma “l’Europa Siamo”.

Condividi dove vuoi: