Usa – Cina: è guerra di dazi

Donald Trump dichiara guerra alla Cina a colpi di dazi: basta con la concorrenza sleale. La tensione tra Washington e Pechino si fa sempre più alta dopo che l’amministrazione Trump ha imposto dazi alle importazioni di merci cinesi per un valore di 100 miliardi di dollari. Il presidente degli USA pianificava questo momento da un anno. Al G20 finanziario di Buenos Aires, tenutosi il 20 marzo, è finalmente passato all’attacco rendendo operative le tariffe sull’import di acciaio e di alluminio.

L’Ufficio per il commercio americano ha, inoltre, pubblicato un elenco di 1300 prodotti di cui la Cina avrebbe violato la proprietà intellettuale, che raggiungono, insieme alle precedenti imposte, i 100 miliardi di dollari. Tra questi sono inclusi robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni. Tale misura può entrare in vigore solamente dopo un periodo di valutazione pubblica che terminerà l’11 maggio 2018. Il dumping di cui gli americani accusano la Cina è fatto di prezzi bassi a causa del basso costo del lavoro, dell’inosservanza degli standard di sicurezza e di tutela dell’ambiente, dello sfruttamento del lavoro minorile e, soprattutto, delle sovvenzioni statali.

Intanto, Pechino non ha tardato a preparare la controffensiva. Il Paese del Dragone ha infatti annunciato un ricorso alla World Trade Organization per dirimere la disputa sui dazi approvati dagli Stati Uniti sulle importazioni di prodotti tecnologici dalla Cina: lo afferma in una nota l’ambasciatore cinese Zhang Xiangchen, per il quale le misure USA sono “un’intenzionale ed evidente violazione dei principi fondamentali del Wto di non discriminazione”. Pechino ha, inoltre, dichiarato di avere nel mirino 106 prodotti importati negli USA, tra cui aerei e auto – Boeing ha già perso oltre 5%, Tesla è scesa a -3,07% -, prodotti chimici e soia, grano, mais, cotone, sorgo, tabacco e carne ovina, su cui imporre tariffe fino al 25%. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang: “La Cina ha fatto molto lavoro e ha mostrato sincerità nel mantenere un canale di comunicazione su questo tema, ma le migliori opportunità per risolvere correttamente il problema attraverso il dialogo sono state ripetutamente mancate”.

Ad abbassare la tensione pensa un tweet del Presidente Trump: “Non siamo in una guerra commerciale con la Cina, quella guerra è stata persa molti anni fa dalle persone sciocche o incompetenti che rappresentavano gli USA”. Gli fa eco Wilbur Ross, segretario americano al Commercio, che esclude un Armageddon commerciale: “le tariffe cinesi sono pari solo allo 0,3% del nostro Pil. Difficilmente rappresentano una minaccia”. Eppure, a seguito dell’ennessima raffica di dazi annunciata venerdì scorso dalla Casa Bianca, pare che la guerra commerciale tra il Paese a stelle e strisce e il Paese del Dragone sia ufficialmente iniziata.

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