Back Stage

EC, smartphone-casa

Tirocnio extracurricolare

In quei momenti in cui il mondo vi sembra grigio, in cui vorreste solo un gatto, un camino e il divano – e avete solo il divano – la vostra tempesta interiore si contorce e, fuori da ogni controllo, vi spinge a impossessarvi dello strumento del demonio, lo smartphone. Dopo aver visto tutte le video-ricette di Facebook, i gattini di Instagram e aver persino passato in rassegna le foto profilo di WhatsApp, resta solo una cosa, l’ultima spiaggia del sadismo: i profili LinkedIn.

Più irrequieti di un gatto forastico, più verdi di Hulk,

profilo dopo profilo, vedrete il mondo andare avanti a vostra insaputa, riempiendo tabelle e creando collegamenti. Leggerete di stage, placement, internship e traineeship e a quel punto un’irrefrenabile ambizione vi chiederà: perché io no? e a qualunque costo vi implorerà di trovare uno straccio di qualcosa+ship da piazzare sotto alla foto oblò (l’unica cosa che siete riusciti ad inserire).

Bando subito

bando

Manca, poco. Qualche giorno e dalle ore 12:00 di lunedì 8 maggio sarà possibile candidarsi per scampare dalle calamità virali del fugo cervellus e della mammonites. Cosa sono? Evidentemente vi siete persi la prima puntata e non sapete nulla di “Torno Subito” e del vaccino contro una serie di problemi tipicamente giovanili. È una questione che stiamo cercando di spiegare un po’ per volta…

Cosa fare prima di questa data? Leggere accuratamente il bando.

Più difficili di uno stradario per un millennial, più fitti di un foglietto illustrativo, i bandi sono da sempre una categoria demonizzata dalla società tutta, senza distinzioni di età, cultura e pazienza.
Il bando generalmente esercita la propria influenza sui destinatari attraverso la celeberrima procedura del “telefono”: a leggerlo è di solito uno (il frustrato), a riportarlo due (i furbetti), a usufruirne tre (i comodi), e l’operazione di ripete in diversi gruppi. L’approssimazione mista a confusione con la quale il bando viene recepito dall’ultimo della sventurata catena è uguale a quella ostentata da una illuminata ultraottantenne che spiega alle sue coetanee come utilizzare una app di messaggistica istantanea.

Un vaccino per la mammonites. E anche per la fugo cervellus

Vaccino contro mammonites e fugo cervellus, l'esperimento del Torno Subito

Che vi piaccia definirlo male del secolo o crisi generazionale poco conta. Il fatto è che nel cittadino italiano tra i 18 e i 35 anni di età possono manifestarsi due virus identificabili con i nomi scientifici di “fugo cervellus” e “mammonites”, due fantomatiche calamità sociali frutto dell’italica post-contemporaneità (il post funziona sempre).

I giovani affetti da fugo cervellus hanno maturato un sentimento di rottura con le proprie origini e, rassegnati da un futuro poco prospero in patria, hanno scelto di vivere da esuli laddove le loro competenze vengono considerate. Stando ai dati AIRE rielaborati nell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, i c.d.  fugo cervellus nell’ultimo anno hanno rappresentato il 36,7% degli italiani espatriati. Tuttavia, secondo profane constatazioni, è in aumento il tasso degli ipocondriaci, coloro che fuggono senza titoli e obiettivi, alla mera ricerca di emozioni.  Forse è proprio a questi ultimi che, nel dicembre scorso, di fronte alle ingenti percentuali di giovani italiani emigranti, il ministro del Lavoro Poletti intendeva riferirsi nella sua nota dichiarazione relativa a «gente che è andata via ed è bene che stia dove è andata».