CauCaSo Culture Confini Società

Gennaio nero. L’altra faccia della perestrojka

perestrojka

La stagione che va dall’ascesa del potere di Michail Gorbačëv, nella seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, alla definitiva dissoluzione dello Stato sovietico, nel dicembre del 1991, viene ritenuta sostanzialmente una rivoluzione pacifica, nella quale una profonda trasformazione degli assetti politici, economici e sociali avvenne senza spargimenti di sangue, con un protagonismo democratico delle masse, degli elementi riformisti delle classi dirigenti e della società civile dei Paesi del socialismo reale. La definizione del 1989 come “anno delle meraviglie” coniata da Thimoty Garton Ash identifica quel periodo storico, nel quale furono protagonisti “vecchi dissidenti, apparatchiks, leader religiosi, lavoratori e lavoratrici che rimasero pazientemente per strada, insistendo sul fatto che non se ne poteva più” (T. Garton Ash, 2008).

Integrazione e politiche migratorie: cosa vuol dire “aiutarli a casa loro”?

Integrazione e politiche migratorie

L’articolo di Marco Binotto sul caso “Renzi-aiutiamoli a casa loro” è, a mio giudizio, molto convincente in alcune parti.
E’ vero. Renzi, nel suo libro, e il Partito Democratico hanno utilizzato un lessico della comunicazione politica della destra. “Aiutarli a casa loro” è un’espressione di uso comune diffusa da almeno un trentennio – in coincidenza con l’inizio del fenomeno migratorio dall’Europa orientale e dai Paesi extraueropei – che indica esattamente il contrario di un approccio solidaristico. La traduzione è “non ce li vogliamo, stiano a casa loro”, con tutto il portato di esclusione e gerarchizzazione giustamente evidenziato da Binotto.

Khojaly, il genocidio dimenticato

khojaly, il genocidio dimenticato

25 anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 1992, si consumò la strage di Khojaly: il più feroce eccidio di civili nel conflitto in Nagorno Karabakh. 613 persone, tra i quali 63 bambini, vennero massacrate dalle forze armene con il supporto di reparti dell’esercito russo. Le vittime fuggivano dalla cittadina di Khojaly, che era stata presa d’assedio dall’Armenia soprattutto per il suo alto valore strategico; era infatti la sede dell’unico aeroporto della regione. A un quarto di secolo la strage rimane impunita, nessun processo è stato tenuto e i responsabili non sono mai stati perseguiti.

Giorno della memoria. Il caso Kastner

Kastner

Nel giorno della memoria vengono celebrati i “giusti” cioè coloro che, generosamente e a rischio della vita, salvarono migliaia di ebrei dal programma di sterminio della Germania nazista come Oskar Schindler,  Giorgio Perlasca, Raoul Wallemberg e  altre migliaia i cui nomi sono conservati allo Yad Vashem di Gerusalemme.
Era il marzo del 1944 quando Hitler costrinse il reggente ammiraglio Horty ad accettare un governo filo-tedesco per evitare l’occupazione dell’Ungheria. Fu allora che “un esercito di politici, supervisori, coordinatori e consiglieri tedeschi invase il Paese” (Hilberg, 1999).