Modulo Bejour

Barcellona, referendum e Unione Europea. Quali sono le opinioni dei cittadini catalani?

Barcellona è una città dalle mille sfaccettature e sfumature. Camminando per il suo centro si possono incontrare migliaia di persone e si respira un turismo disarmante, quasi oppressivo. Sembra a tutti gli effetti una capitale, più che un capoluogo di una comunità autonoma. Proprio questo è il quesito che ci si pone arrivando qui: è un’assurdità la forza indipendentista che si sta radicando sempre più o ci sono validi motivi, perché loro si separino dal resto della Spagna? E qual è la visione che hanno al momento riguardo l’Unione Europea?

Usa – Cina: è guerra di dazi

Donald Trump dichiara guerra alla Cina a colpi di dazi: basta con la concorrenza sleale. La tensione tra Washington e Pechino si fa sempre più alta dopo che l’amministrazione Trump ha imposto dazi alle importazioni di merci cinesi per un valore di 100 miliardi di dollari. Il presidente degli USA pianificava questo momento da un anno. Al G20 finanziario di Buenos Aires, tenutosi il 20 marzo, è finalmente passato all’attacco rendendo operative le tariffe sull’import di acciaio e di alluminio.

Noi italiani eterni “mammoni”

La percentuale continua a salire e, basandosi sui dati aggiornati al 2014 dell’Eurostat riguardo al livello di dipendenza dai genitori dei giovani adulti europei, l’Italia ha raggiunto il 68,5% ovvero: due giovani su tre di età compresa tra i 19 e i 34 anni vive ancora in casa con i genitori.
Numeri allarmanti se si considera che, prima di noi, ci sono solo i croati che hanno superato il 70% e si sono aggiudicati il primo posto sul podio europeo dei “mammoni”. Le cause sono principalmente ma non solo riconducibili, in particolare in questo momento storico, alla crisi economica e all’assenza di stabilità lavorativa che lascia il posto al trionfo del precariato e della disoccupazione.

Bejour: la grande sfida del giornalismo (quasi) europeo

L’Europa non è lontana. L’Europa non è un’utopia altrui. L’Europa siamo noi e forse il suo cuore non è ancora abbastanza pulsante. Siamo europei e non lo sentiamo? Le statistiche sembrano dire di sì. Ed è proprio nell’ambito di tale disaffezione ed estraneità europea che va ad inserirsi il progetto “BEJOUR – Becoming a journalist in Europe”, giunto alla seconda edizione e intrapreso dai docenti e dagli studenti della Sapienza Università di Roma , interessati a diventare i futuri professionisti dell’informazione.

Bejour: il CORIS e le sfide del giornalismo

BEJOUR=BECOMING a JOURNALIST è un progetto di formazione, sostenuto dal programma Jean Monnet dell’Unione Europea*, che il Dipartimento CoRiS propone agli studenti interessati al giornalismo di carta stampata, radiofonico e web. Il progetto, attivo per tre anni a partire dal 2014/2015, si propone di sfidare una certa disattenzione che i media italiani ancora mostrano nei confronti dell’UE, cercando così di introdurre nel giornalismo italiano, attraverso la formazione dei futuri professionisti dell’informazione, un punto di vista più consapevole delle tematiche europee e di promuovere nei loro confronti una rinnovata attenzione.Il modulo costituisce, per molti versi, un’implementazione del progetto “Una finestra sull’Europa”, dal 2011 attivo nel Dipartimento .

L’Europa alla prova della politica internazionale: cooperazione e diplomazia secondo Barbara Contini

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I meccanismi elefantiaci della diplomazia, la necessità di formare giovani pronti a rispondere alle sfide della cooperazione e, ancora, il ruolo dell’Italia nello scacchiere della politica internazionale: su questi e altri temi si è mosso l’incontro con la senatrice Barbara Contini, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma nell’ambito del modulo BEJOUR.  Al centro, la pluriennale esperienza nell’ambito del peacekeeping e delle negoziazioni trans-nazionali che le è valsa incarichi di primo piano. Dalle prime missioni con l’UNDP in Bangladesh da responsabile delle infrastrutture, fino all’incarico di Direttore Regionale dell’OSCE in Bosnia Erzegovina, passando per la nomina in Iraq nel 2003 di Amministratore Civile della provincia di Dhi Qar (dove erano stanziate le truppe italiane vittime dell’attentato di Nassirya, ndr): la carriera della senatrice è stata spunto per una riflessione critica sulle problematiche della cooperazione e della diplomazia italiana e non.

Charlie Hebdo, tra responsabilità e mancanze

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Parigi. Tarda mattinata, e quell’undici settembre che riecheggia nella memoria. Al numero 10 di rue Nicolas-Appert, nel quartiere della Bastiglia, si consuma in un lampo di tempo l’oltraggio alla libertà. Come ogni mercoledì la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo è in riunione per impostare il numero successivo; da anni sotto la continua minaccia dei terroristi islamici, la redazione viene sconvolta dall’ennesimo attacco. Pochi giorni dopo i leader mondiali si riuniranno nella capitale francese per sfilare in corteo, uniti, in difesa della libertà di stampa. Tra questi, anche molte figure che non hanno alcuna legittimità a ergersi difensori della causa, come da cronaca politica recente. Allo stesso tempo, vignette, frasi, fotografie e tweet si perdono nel flusso comunicativo a sostegno della redazione di Charlie Hebdo, al grido unanime di Je suis Charlie.