Politica

Gli studenti di giornalismo alla prova del dibattito radiofonico

radio

Un approfondimento, un incontro di chiarificazione quello andato in onda nell’Aula Wolf (CoRiS) con il programma di Radio Uno, Radio Anch’io.
Tema del dibattito? Il post-referendum e il voto giovanile, determinante in buona parte per l’esito finale della competizione del 4 dicembre.

Terremoto: nuove possibilità di utilizzo dei Fondi Ue

Oltre alla possibilità di attivare strumenti come il Meccanismo europeo di Protezione civile, il sistema Copernico e il Fondo di solidarietà, per l’emergenza terremoto che ha colpito alcune zone del centro Italia sarà possibile utilizzare due ulteriori strumenti: il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e la riprogrammazione dei fondi UE.

Quando la solidarietà europea diventa concreta

ricostruzione

Per fronteggiare l’emergenza terremoto il governo italiano ha presentato richiesta a Bruxelles per beneficiare del Fondo europeo di Solidarietà, volto a integrare gli sforzi degli Stati colpiti da gravi calamità naturali per facilitare il ritorno alle normali condizioni nell’area colpita. Istituito nel 2002 a seguito delle gravi inondazioni che hanno colpito l’Europa Centrale, il Fondo, già utilizzato dall’Italia per i terremoti del Molise nel 2002, dell’Abruzzo nel 2009 e dell’Emilia-Romagna nel 2012, viene utilizzato per il ripristino delle infrastrutture, per fornire vitto e alloggio temporaneo agli sfollati, per garantire la protezione del patrimonio culturale.

#italiasicura un Piano casa per l’emergenza

Il Governo, per fronteggiare il rischio sismico e idrogeologico, ha pianificato un “Piano di prevenzione strutturale del Paese”, con un finanziamento di 75 miliardi in 15 anni. Risorse che vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate e destinate a questi due settori dall’Agenda di Governo.

Alle radici dell’Unione

metro

Uno spazio come “Una Finestra sull’Europa”, inteso alla divulgazione di tematiche europee per un pubblico di giovani e realizzato non a caso da una redazione di studenti universitari, si pone come luogo di innovazione giornalistica. Il suo obiettivo principale è raccontare l’Europa dal punto di vista dei suoi cittadini più giovani e (in parte) più distanti. Proprio per questo, la tendenza è a scegliere i temi più “coinvolgenti”. Ma sarebbe un imperdonabile errore tralasciare le “radici” dell’Unione, che è politica ma ancor prima economica. Ecco allora un numero sulle politiche commerciali, intra ed extraUE, pubblicato lunedì 31 ottobre su “Metro” e contente i seguenti contributi:

Accordi globali, opposizioni “locali”

Cecilia Malmström

A fronte delle pur opinioni e dichiarazioni ottimiste sul destino del CETA (Accordo Ue – Canada commerciale globale negoziato) sia del Presidente del Parlamento UE, Martin Schulz dopo un incontro con il Ministro del Commercio canadese Chrystia Freeland, che del Presidente della Commissione UE, Jean Claude Juncker durante i lavori del Consiglio per la seconda giornata del vertice Ue, l’Accordo Ue-Canada pare destinato a non entrare in vigore.

Che fine ha fatto il TTIP?

ttip

L’ultima cena di Stato del Presidente uscente Obama è ormai sulla bocca di molti cittadini europei. Tra fasti e cerimonie però, rimane all’oscuro un accordo commerciale che l’Unione Europea sta portando avanti con gli Stati Uniti dal 2013, noto come partenariato transatlantico su commercio e investimenti o TTIP. Si tratta di un processo negoziale che punta al rilancio dell’economia europea, alla risoluzione di conflitti sorti ai confini e soprattutto alla salvaguardia dell’influenza europea nel mercato globale, sempre al passo con le novità delle economie emergenti. I vantaggi?