Il tempo è un concetto fondamentale per Tik Tok. Ce lo suggerisce il nome stesso dell’app, che richiama le lancette dell’orologio, e ce lo dimostrano i 15 secondi a disposizione di ciascun utente per la creazione dei video. Un’app intuitiva e dinamica, contenitore di contenuti creativi che unisce una community di giovani e giovanissimi. Il luogo ideale per esprimere riflessioni su uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni: il cyberbullismo.

Il cyberbullismo rappresenta la versione digitale del bullismo. Quell’insieme di comportamenti vessatori che, ripetuti nel tempo, prendono di mira alcune vittime, rendendoli bersaglio di violenza fisica e/o psicologica. Secondo una ricerca condotta in collaborazione tra Università La Sapienza di Roma, Università LUMSA, Università Cattolica di Milano e Università Federico II di Napoli, il fenomeno del bullismo (offline e online) con il 27,8% si conferma al primo posto nella classifica dei rischi connessi al comportamento dei giovani sul web, seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali (24% – 4,3%).

Anche i tiktokers conoscono bene il fenomeno del cyberbullismo. Sebbene la piattaforma punti a stimolare la creatività degli utenti, non mancano gli haters che intervengono al fine di offendere, aggredire e demolire verbalmente alcuni utenti che si mettono in gioco nella creazione di contenuti originali.
Frank Saccardi, Elisa Maino, Baby Ariel e Jacob Sartorius sono solo alcuni dei nomi più popolari e influenti su Tik Tok. Ogni giorno condividono con i loro milioni di followers brevi clip musicali di successo e sono annoverati nella lista delle ‘’Star’ di questa app. Analizzando il background di ognuna di queste giovani personalità si riesce a trovare un fil rouge che ha a che fare con il bullismo. Paesi, scuole e famiglie diverse ma storie in comune.
Frank Saccardi racconta di aver subito atti di bullismo alle elementari, Elisa Maino nel suo libro dice di essere stata preso in giro a causa dell’acne, Baby Ariel è impegnata attivamente nella causa con campagne contro il bullismo e infine Jacob Sartorius, vittima di attacchi da parte dei suoi coetanei perché amante della recitazione e delle perfomance musicali.
Tutti loro trovano spazio e riscatto su Tik Tok, nuova realtà digitale che permet loro di esprimersi a pieno senza filtri e senza paura. Le loro storie, intrecciate e così simili, portano ad un unico messaggio positivo che arriva alla mente ma soprattutto al cuore dei loro giovani followers.
‘’Prima di Tik Tok non ero estroverso. L’app mi ha aiutato a diventare più spigliato. Pensi che nessuno ti stia guardando dietro la telecamera”. Queste le parole di Jacob Sartorius che non danno più spazio né potere ai giudizi degli altri, degli haters, di quei coetanei che avevano intralciato il suo percorso. Non ci si nasconde, ci si mostra. Il nemico, tuttavia, si aggira sempre nei dintorni e non basta andare troppo lontano per vedere dove si manifesta.

Youtube vs Tik Tok: il bullismo delle piattaforme

La tana del lupo sembra essere Youtube.È qui che si attiva un percorso di distruzione dei contenuti generati su Tik Tok. Verrebbe da chiedersi: social o generazioni a confronto? Cerchiamo di capire cosa sta succedendo. Pewdiepie e Il vostro caro Dexter – due delle personalità più influenti di Youtube – sono soliti creare video in cui commentano ironicamente i contenuti di Tik Tok. Lo spazio per i commenti a questi video diventa spesso la sede per valanghe di insulti e commenti negativi. In questo modo Youtube diventa il social più efficace per bullizzare i giovani utenti di Tik Tok.

Video di Il vostro caro Dexter

Video di Pewdiepie

L’attività di questi Youtubers rende legittimo insultare, offendere e denigrare ragazzi minorenni che si divertono a manifestare la loro creatività. Non a caso alcuni dei ‘’protagonisti’’ di questi video-reazione sono diventati bersagli viventi delle communities di riferimento di queste star di Youtube.

Tik Tok contro il bullismo: una risposta al femminile

Il nemico, forse, va combattuto all’esterno. Se davvero, però, nessuno si salva da solo è bene ricordare quanto la community di Tik Tok sia coesa e unita nella lotta contro il bullismo. Ne sa qualcosa @alfemminile, blog dedicato al mondo delle donne, che sta utilizzando proprio Tik Tok per la sua campagna contro il bullismo e gli haters. Attraverso la pubblicazione di video in cui giovani donne raccontano alcuni episodi di bullismo, il blog sta sensibilizzando gli utenti rispetto a questo delicato tema. Anche in questo caso, i video si popolano di commenti. Ma al positivo. Tante giovani user (ma non solo) si confidano senza filtri e cercano di liberarsi dalle loro paure. Una cascata di commenti positivi come risposta all’odio. Nell’eterna lotta tra haters e likers, sembra che grazie a Tik ToK qualcosa stia davvero cambiando.

Scritto da Valentina Iani, Gabriella Mangano, Matteo Matano per Coris Social Club, laboratorio di sperimentazione didattica.

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