Una sociologia del populismo è possibile?

Non è un caso che l’incontro con Manuel Anselmi promosso dalla Scuola di Dottorato Mediatrends per martedì 27 giugno, alle 14.30 presso l’aula B/9 del Dipartimento CoRiS, chiami in causa proprio i rapporti tra sociologia e populismo.

L’interrogativo “Una sociologia del populismo è possibile?” è infatti quello che apre il libro “Populismo. Teorie e problemi” (Mondadori Università, 2017), un agile volumetto frutto dell’attività didattica dell’autore in Italia e all’estero, e dalla ricognizione degli autori che ha utilizzato, negli anni, per spiegare questo fenomeno, e con i quali ha scelto di confrontarsi in una forma il più organica e fruibile possibile.

Non un manuale in senso tradizionale, si badi bene: tanto la prima parte, dedicata al pensiero degli autori più significativi, quanto la seconda, una cassetta degli attrezzi per una definizione contemporanea di populismo, sono composte di capitoli brevi, quasi schede di lettura, di quelle che Umberto Eco suggeriva di stilare per ben puntualizzare e ben collocare i diversi tasselli della propria tesi di laurea. Forme brevi della trattazione di un tema di centrale importanza nel dibattito accademico e giornalistico dei nostri giorni che consentono al lettore di farsi un’idea (e già non è poco), ma soprattutto lo stimolano a cercare più in profondità, a costruirsi a sua volta un percorso personalizzato di analisi e spiegazione della particolare forma di populismo che intenderà affrontare. Ad affrontare la propria passeggiata narrativa, tornando al compianto maestro delle scienze del testo.

Anche i due territori fisici nei quali Anselmi colloca la sua riflessione, il neopopulismo italiano e quello latinoamericano, sono sorvolati a volo d’uccello, costruendo una veloce e agile mappa storica e politica di contesti la cui evoluzione meriterebbe volumi interi, e rappresentano un vero e proprio invito a scendere sul territorio, a selezionare un quadrante di quella mappa, chiuso da variabili politiche e culturali, e ad esplorarlo fino in fondo. Tenendo presente un solo precetto: di dinamiche sociali si parla.

Se la punta più avanzata della riflessione contemporanea, il recente contributo di Norris e Inglehart, apre la mente del lettore scoprendo la natura culturale della “risposta” populista, così l’invito di Anselmi a indagare le dinamiche sociali che sottostanno ai fenomeni neopopulisti consente di immaginarle all’azione nel corpo vivo della società. Non insorgenze improvvise causate dall’infezione causata da chi sa quale corpo estraneo, ma frutti derivanti da cambiamenti della struttura sociale di media e lunga durata, che in quegli stessi cambiamenti devono trovare modelli di spiegazione utili a ri-orientare l’azione politica delle democrazie contemporanee.

Christian Ruggiero

Christian Ruggiero

Professore Aggregato at Sapienza
Ricercatore in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, si occupa di comunicazione politica e sociologia del giornalismo. E' fra i coordinatori dell'Osservatorio Mediamonitor Politica. Segretario della Scuola di Dottorato Mediatrends, è nel Comitato di Redazione della rivista Comunicazionepuntodoc. E' inoltre membro degli Ediorial Board delle riviste "European Journal of Research on Education (EJRE)" e "European Journal of Research on Social Studies (EJRSS)".
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