Famiglia SMA, è un’associazione di genitori di bambini colpiti da una grave malattia genetica: L’Atrofia Muscolare Spinale. Dal 25 settembre all’8 ottobre è attiva una campagna di raccolta fondi che culminerà l’1 e il 2 ottobre con la presenza, in oltre cento piazze italiane, dei volontari dell’associazione.

Perchè lo so? Perchè la campagna di comunicazione ha un padrino d’eccezione: Checco Zalone. In occasione del lancio della stessa è stato girato un breve spot di promozione che incita alla donazione per una serie di buoni, buonissimi motivi… bhè, forse, i motivi non sono affatto buoni, ma forse, dico forse, sono quelli più giusti. La chiave di lettura dello spot è quanto mai semplice: la malattia ci rende differenti, non è ignorando la differenza che si aiuta la cura. Donare e aiutare la ricerca significa collaborare per far si che le distanze si colmino, per evitare di dover rinunciare alla normalità, per offrire cioè nuove opportunità ai malati di SMA e alle famiglie.

Consapevolmente o meno, questa campagna spinge a riflettere su tutta la comunicazione di pubblica utilità, di fatti le cosiddette pubblicità progresso in italia sono sempre state caratterizzate dal dolore, dalla pietà, e dal costante senso di colpa, è forse per questo che un messaggio del genere viene definito “scorretto“, che va cioè a stridere con la concezione comune del malato e di quel senso di pudore che ci porta inevitabilmente a tacere, abbassare lo sguardo e tirare dritto.

A questo spot è necessario riconoscere una certa efficacia nell’imprimersi tanto nell’agenda dei media (complice ovviamente la presenza di un personaggio estremamente famoso) quanto in quella dell’audience che forse si sente maggiormente sollecitata a comprendere perché il protagonista spazientito (Zalone) alla fine minacci Mirko di telefonare alla ricerca contro la SMA per “donare”…

Pur riconoscendo che per poter dire che la campagna funzioni o meno è necessario del tempo – il Roi in questo caso si misura in fondi raccolti, in contatti ricevuti, etc – possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che lo spot non passerà certamente inosservato.

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