“La legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”.

Le parole di Papa Bergoglio sono risuonate anche nell’aula magna della Sapienza. L’evocazione è arrivata attraverso il panel su Cultura e sostenibilità già leitmotiv dei precedenti appuntamenti: “Ambiente, città e territorio”, tenutosi il 30 marzo presso la Terza Università di Roma, “Scienza e Benessere” che si è svolto, invece, nell’Auditorium di Tor Vergata e “Sport e capitale umano“, discusso il 9 maggio presso l’Università Foro Italico. A seguirequel filo rosso l’esposizione di Linda Meleo ricercatrice in Economia applicata presso l’ Uninettuno e membro  del Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie -GRIF “Fabio Gobbo” dell’ Università LUISS Giulio Carli. Titolo del Panel: Sostenibilità, responsabilità sociale e managment culturale, membri  del gruppo di lavoro Giorgio Caridi, Dalila De Rosa Lumsa, Mariella Nocenzi Sapienza, Valeria Falce Europea, Francesca Spagnuolo Tor Vergata, Sandro De Santis Unint, Francesca Vicentini Link Campus University, coordinatori  Cesare Pozzi LUISS, Carlo Alberto Pratesi Roma Tre.

“Parafrasando le parole di Papa Francesco, oggi non siamo in un’epoca di cambiamenti ma bensì stiamo vivendo un cambiamento di epoca. A tal proposito è necessario riflettere sul significato di sostenibilità oggi”. L’approccio allo studio e all’organizzazione del panel sulla sostenibilità è decisamente vicino allo spirito delle parole del Papa.

Che significati attribuirebbe alla sostenibilità, oggi?

“Questo termine  può essere declinato in tanti di modi diversi, tuttavia possiamo identificare un tratto comune, riassunto in un solo termine resilienza. Un concetto che nasce in ambito ingegneristico e che indica la capacità di un sistema di adattarsi efficacemente ai cambiamenti, quindi in grado di sopravvivere nel tempo. Successivamente ci siamo posti un altro interrogativo: come sia possibile garantire resilienza,  quindi la sostenibilità?  La sostenibilità e la resilienza implicano di per sè un cambiamento incentrato sulla libertà. Quest’ ultima è fondata sull’ assoluto rispetto altrui chiunque esso sia, tanto oggi quanto domani.  Tornando ancora una volta alle parole di Papa Francesco : ‹‹La legge suprema sia in tutto l’ attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile››. La libertà diventa così un sistema valoriale, che guarda a forme di adattamento.”

Come si possono accostare termini quali libertà,  dignità, salvaguardia dell’ambiente nell’ ambito dello sfruttamento industriale nella società del consumo?

“Tale libertà deve essere intesa e mirata non ad uno sfruttamento di risorse, siano esse umane, ambientali, tecnologiche ma  mirata alla valorizzazione di queste risorse attraverso un percorso di adattamento che tende a valorizzare tali risorse. E’ attraverso queste risorse che possiamo garantire sostenibilità.

Se questo è vero come possiamo garantire un percorso orientato alla sostenibilità?

“Sicuramente non esiste un percorso univoco che guidi un sistema verso la sostenibilità, ogni sistema, ogni comunità dovrebbe essere in grado di leggere al proprio interno, capire su quali leve agire per promuovere un atteggiamento responsabile nel suo sviluppo. Entrano in gioco così gli argomenti trattati dal nostro gruppo nella seconda parte del panel: assetti culturali, processi di comunicazione, ruolo dell’impresa e la relazione con i nuovi mezzi di comunicazione”.

Come si possono raggiungere gli attori e gli stakeholder di una comunità locale?

“Partendo dalla relazione con i new media il nostro percorso può essere osservato da un’ ottica di stakeholder engagment in termini di assetto culturale. Attraverso la condivisione di un percorso noi possiamo essere in grado di rendere un sistema auto sostenibile. Mediare  il nostro percorso comunicativo attraverso l’aspetto culturale, per cui la moderna comunicazione deve essere sostenibile, rendersi accessibile a tutti ed efficace, nessuno escluso favorendo l’interazione di tutti gli attori  presenti nell’ organo di governo.  A tal proposito si fa indispensabile un’attività educativa e formativa dei differenti attori interessati.

Concludendo, sono le disponibilità economiche di un’impresa a generare cultura d’impresa, in questo caso una cultura sostenibile?
“Per garantire uno sviluppo sostenibile è necessario che si effettuino investimenti in cultura, ma bisogna ricordare che non sono disponibilità economiche le sole a determinare una cultura del cambiamento e del benessere, serve anzitutto un atteggiamento responsabile.”

Condividi dove vuoi: