Il giornalismo tradizionale è morto e quello online non si sente tanto bene. Lo pensano in tanti, lo scrivono non moltissimi e i dati… Ecco, sui dati c’è qualche certezza in meno. Eppure lo insegnano in tutte le scuole di giornalismo che bisognerebbe partire dai numeri. Quelli veri, certi e verificabili. Nessuno può mettere in dubbio la forza travolgente della social revolution, ma doremmo essere un po’ più cauti rispetto alle suggestioni di nowthisnews.com. Se provate a cliccare raggiungete solo una frase: “Homepage. La parola stessa suona antica. Oggi le notizie sono dove sei tu”. In basso i link ai social network, dove si trovano tutti i contenuti di Now This News. Siamo tutti social, viviamo nei social e quindi le notizie ci arrivano a stretto giro di social. Interessante, oltre che suggestivo. Ma se andiamo a vedere i dati, anche i social, almeno una febbretta, una influenzina cominciano a sentirla. Ahinoi, chi è senza virus scagli la prima aspirina.

In questo clima di assoluta incertezza che circonda il mondo del giornalismo (e non), al CoRiS – Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale hanno pensato bene di organizzare un laboratorio di giornalismo online e di coinvolgermi attivamente nella sua realizzazione. A inseguire gli umori diffusi nel web e dintorni, più che di laboratorio si poteva tranquillamente pensare a una veglia funebre, magari con pochi intimi. E invece… Tanto per cominciare un bel numero di studenti ancora presi dal sacro fuoco della passione giornalistica. E a niente sono servite le fosche descrizioni del futuro (e del presente) professionale. Niente da fare. E pensare che è un laboratorio che non dà crediti, non ci sono voti, non c’è alcun collegamento con gli insegnamenti istituzionali. E’ solo un laboratorio dove si cerca, insieme, di sperimentare linguaggi multimediali senza usare la parola “nuovi”, visto che ormai sono vecchi per tutti, tranne che per le redazioni giornalistiche. Nel laboratorio si fa e si continuerà a fare tanta pratica, senza dimenticare le teorie e le suggestioni che arrivano dall’ormai lontana rivoluzione digitale. Si discuterà, si sperimenterà, si darà vita a una redazione multimediale che darà nuova linfa a MediaPeriscope e collaborerà con le altre realtà del CoRiS, ad iniziare da RadioSapienza. E si chiederà anche aiuto e consiglio ai tanti ex studenti di Sdc nel frattempo diventati apprezzati protagonisti del mondo del giornalismo e della comunicazione professionale. Saranno loro a testimoniare quanto il giornalismo abbia ancora un senso e se quel senso lo possiamo trovare anche, o soprattutto, nelle aule universitarie.

Il laboratorio ha preso il via il 29 ottobre 2015. I partecipanti sono 28, tra laureati e studenti provenienti dal Dipartimento Coris e da altri corsi di laurea della Sapienza.

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