Le questioni relative allo stato di salute del nostro Pianeta diventano, giorno dopo giorno, sempre più stringenti e drammaticamente attuali. Seppur non sempre colta dai mezzi di comunicazione, la questione ambientale necessita, oggi più che in passato, di essere portata all’ordine del giorno attraverso dibattiti seri, costruttivi positivi e propositivi.

In questa direzione, venerdì 12 giugno, presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente, Earth Day Italia ha organizzato l’incontro di chiusura delle celebrazioni per la 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite dal titolo Istituzioni, Imprese e Società Civile verso un impegno condiviso per la Sostenibilità.

Chiamati a riflettere sulle principali tematiche ambientali che riguardano la nostra vita quotidiana, il Ministro dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, il Sottosegretario al Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare Barbara Degani; Orazio Viele, Direzione Generale Tecnica, Ricerca e Innovazione di Engineering; Pierluigi Sassi e Roberta Cafarotti, rispettivamente Presidente e Direttore Scientifico di Earth Day Italia; il Direttore de La Nazione, Pierfrancesco De Robertis; Mario Morcellini, Prorettore alla Comunicazione Istituzionale de La Sapienza; Flavio Mucciante, Direttore Radio Uno, il Direttore di Avvenire Marco Tarquinio e Marcello Masi, Direttore Tg2, hanno dato vita a un fruttuoso dibattito culminato con il conferimento del prestigioso premio giornalistico e fotogiornalistico Reporter per la terra 2015. I vincitori, Rosy Battaglia, Emanuele Bompan e Sergio Ferraris (tutti ex aequo) per la sezione giornalistica e Federico Bernini per la sezione fotografica, sono stati votati tra una rosa di reporter e fotoreporter selezionati dall’Osservatorio Scientifico di Earth Day Italia.

In questa occasione, dunque, non solo è stato conferito un importante riconoscimento a chi, da tempo e con professionalità, ha abbracciato la causa della sensibilizzazione e della diffusione di pratiche sostenibili virtuose, ma è stato dato ampio spazio a un tema che ancora stenta a trovare voce nelle agende politiche e mediali. In questa cornice d’eccellenza, l’ambiente, finalmente, è stato sviscerato al di fuori dei settorialismi che nel tempo ne hanno studiato le dinamiche, per essere restituito in chiave multidisciplinare, nella sua accezione di bene comune, strettamente legato all’alimentazione e alla pratica di stili di vita salutari, ma anche alla tradizione, al patrimonio artistico e ai beni culturali. Una celebrazione positiva e propositiva (scevra, cioè, dai catastrofismi e dagli allarmismi che generalmente vengono adottati per nutrire gli immaginari collettivi), che lascia ampio spazio all’idea che il cambiamento virtuoso è ancora possibile. L’ottimo risultato, in termini di arricchimento degli astanti, costituisce la riprova che la collaborazione sinergica tra Istituzioni, media e associazioni rappresenta un punto di partenza strategico nel progetto di accompagnamento delle persone verso un cambiamento culturale sostenibile.

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