Le donne nell’accademia italiana Identità, potere, carriera (a cura di Renato Fontana)

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Alla base di questo volume, curato da Renato Fontana e uscito nel settembre 2015 per Mondadori, una logica laboratoriale che ha privilegiato le idee piuttosto che le posizioni ricoperte nell’istituzione, per un lavoro di oltre due anni portato avanti con tenacia e condivisione sinergica da un gruppo di ricercatori e ricercatrici sul tema della parità di genere nell’accademia italiana. Forse rispetto al passato sono spariti, o si sono fortemente attenuati, gli aspetti discriminatori più evidenti, ma ciò non significa che si possa con ferma risolutezza affermare che la questione sia chiusa. Tra uomini e donne permangono ancora oggi connotati subdoli e non sempre percepibili in prima istanza riguardanti diseguaglianze nella ripartizione delle attività, nella segregazione occupazionale e nei percorsi di carriera, vero punto critico della situazione. E’ presente nel testo la ricostruzione del percorso di affermazione accademica delle donne – a partire dagli anni Settanta, soprattutto sulla scia delle lotte femministe inizia un trend ascendente – che dimostra come in Italia le donne entrano nel mondo del lavoro tardi rispetto ad altri sistemi europei, determinando  di conseguenza diseguaglianze di performance e causando in ultima analisi posizioni di svantaggio, fino alla subalternità effettiva.

Di particolare interesse il faccia a faccia con le intervistate, che rivela il mettersi a nudo di un pezzo di umanità che ha scelto coscientemente di rivelarsi con generosità agli intervistatori, su aspetti della vita professionale che spesso non possono essere distinti da quelli privati. Testimonianze che rendono conto di una coscienza collettiva che nelle esperienze passate trova o comunque si augura di trovare semi fruttiferi per un futuro sempre più libero da discriminazioni di genere e che questo sia un percorso progressivo e condiviso a cui tutti e tutte possono contribuire. I risultati proposti non si pongono quindi come definitivi, come sottolinea nella premessa lo stesso curatore, ma come un tassello importante rispetto a un tema nevralgico relativo non solo al sistema accademico, ma all’intero sistema socio-economico.

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