Archivio tag: giornalismo professionale

Tra fake news e chilling effect: il giornalismo che sopravvive

«Il giornalismo è una professione in cui conta molto la passione, ma questa passione merita di essere giustamente retribuita». Con queste parole il Presidente del Senato Pietro Grasso ha dato il via alla II Edizione dell’Osservatorio sul giornalismo realizzato dal Servizio Economico-Statistico dell’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che si è tenuto nel pomeriggio di mercoledì 29 marzo nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.
Un’analisi dettagliata sulla crisi e l’evoluzione del mondo dell’informazione, fatto sempre meno di carta stampata e notizie di qualità, le quali hanno ceduto il posto d’onore ai social media e al surplus informazionale. Un livellamento in discesa che ha distorto il valore di un mondo i cui mutamenti sono notevoli. Questi gli elementi salienti emersi dalla presentazione del rapporto e dalla proficua discussione con ricercatori, giornalisti ed esperti.

#ResistANSA, ma soprattutto #ResistAgenzia

Proprio in questi giorni è in corso una importante frizione di natura economica e sindacale tra la dirigenza della principale agenzia di stampa italiana, l’ANSA, e le sue redazioni, in seguito all’annuncio di un piano industriale che, di fronte a cospicue perdite di bilancio, prevede tra le altre cose un sensibile taglio all’organico stabile e ai budget attraverso i quali vengono retribuiti i collaboratori. In seguito all’annuncio di tale piano, i giornalisti dell’ANSA hanno proclamato alcune giornate di sciopero, che da un lato hanno avuto un tangibile effetto sui newsmedia italiani (che hanno l’ANSA tra le loro fonti privilegiate), dall’altro hanno suscitato una importante ondata di prese di posizione da parte di rappresentanti delle Istituzioni, politici, giornalisti, intellettuali, artisti ecc., in particolare attraverso l’uso dell’hashtag #resistANSA sulle principali piattaforme di social networking.

Il mezzo fa il giornalismo?

foto di Eye-the world through

Da un sacco di tempo mi chiedevo perché fossi così attratto dai necrologi pubblicati nei quotidiani. Avete presente gli annunci, le condoglianze, per tutte quelle persone che, come si suol dire, passano a miglior vita. Sulla miglior vita continuo ad avere qualche dubbio, nonostante la perdurante infelicità legata all’attualità (ma il peggio non è mai morto, suvvia), invece non ho più dubbi, o quasi, sul motivo della mio tragico interesse. Per un onesto artigiano della carta stampata la lettura dei necrologi rappresenta una sorta di conto alla rovescia del numero dei lettori. E’ un appello (quello scolastico, non politico) al contrario: è il triste, quotidiano elenco degli assenti definitivi alla preghiera mattutina di hegeliana memoria. Preghiere ormai per pochi intimi. E tutte quelle date a proposito di appollottolamenti dell’ultima copia stampata, insomma, tutte quelle profezie,vere o presunte, di sciagure che per tanto tempo abbiamo accolto con sorrisi sarcastici, ora ci sembrano una straordinaria ventata di ottimismo.