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CORSO DI FORMAZIONE IN: SICUREZZA, CONFLITTI E CRIMINALITÀ NEL “GRANDE MEDITERRANEO”

IL PERICOLO CORRE IN RETE. LA NUOVA FRONTIERA DELLA MINACCIA CIBERNETICA. Roma, 15.06.2017

 

IL PERICOLO CORRE IN RETE.

LA NUOVA FRONTIERA DELLA MINACCIA CIBERNETICA

Seminario internazionale

organizzato dalla Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO

What is Isis? “Un’ideologia, nessuna sapienza religiosa!”

13 Novembre 2015, Parigi.La capitale degli abomini e della perversione”. Un lungo comunicato diffuso dai canali di propaganda del Califfato, descrive gli attentati, le motivazioni e anche il modus operandi dei kamikaze, i “martiri”.

“Isis, Is, Daesh: la guerra delle definizioni”

Ci sono parole oramai entrate nel linguaggio comune, sparate in Tv come nei giornali. Dietro a quei termini  c’è un mondo che spesso sembra minaccioso. Abbiamo chiesto ad  Arije Antinori, criminologo, e coordinatore del CRI.Me Lab, Laboratorio di Criminologia, Comunicazione di Crisi e Media del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale, di spiegarci quel mondo a partire dalla diffirenza tra Isis, Is e Daesh e del nascente fenomeno dei  foreign fighters.

“Quanti alleati tra gli isterici dell’informazione”

Per trovare un attacco terroristico di impatto comparabile a quelli di Parigi, in Occidente, bisogna tornare indietro di dieci anni, agli attentati di Londra del 2005. Youtube e Facebook avevano pochi mesi. Twitter era ancora in embrione. A tenere aggiornato il pubblico sugli attacchi e sulla loro rivendicazione erano i grandi siti di informazione: BBC, Al Jazeera, Der Spiegel.

“Una folle genialità nel comunicare il terrore”

Due temi fondamentali che hanno scatenato un dibattito internazionale dopo i fatti di Parigi dello scorso 13 Novembre. In Italia i media mainstream hanno informato l’opinione pubblica con differenti e varie modalità comunicative, alternando toni belligeranti a più distensivi: due esperti ci aiutano a capire connessioni religiose e implicazioni militari.

Iconoclastia e “ avatarismo terroristico ”

Terrorista_lego

L’essenza dialogica dei social media, per quanto di fatto fondanti sull’individualismo digitale, viene utilizzata per strutturare massa critica intorno all’idea del nuovo Califfato. Nasce così quello che può essere qui definito come “selfisism”, la deriva iperindividualistico-narcisista del combattentismo dell’IS nella convergenza digitale, che si concretizza in “foto ricordo”, foto profilo, in cui foreign fighters che si fotografano e/o si fanno fotografare in posa con mitra e pugnale in pieno “Rambo-style”.