Mercoledì 18 maggio 2016 nell’aula Magna del Rettorato Sapienza si è svolto il IV e conclusivo evento del ciclo: “Dialoghi sulla sostenibilità Roma 2016 – L’impegno coordinato degli Atenei del Lazio in occasione del Giubileo Straordinario 2015 – 2016”. Nato dalla spinta promotrice del CRUL – Coordinamento Regionale delle Università del Lazio e del suo Presidente Prof. Mario Panizza, questo ciclo di eventi dal percorso accademico e laico, per brevità definiti Giubileo CRUL, ha saputo comunque accordarsi in maniera armoniosa all’evento religioso che ne tributa attenzione sin dal titolo, a cui è presumibilmente debitore dello spirito collaborativo che ha contraddistinto la realizzazione degli eventi.

L’organizzazione dei Dialoghi risale all’ottobre dello scorso anno quando i Rettori di 12 Atenei laziali si sono seduti intorno a un tavolo e hanno deciso di cogliere l’occasione del Giubileo e degli eventi (anche accademici) ad esso annessi per tentare un esperimento: collaborare in maniera proficua alla realizzazione non solo di convegni e materiali editoriali ma di un vero e proprio momento di incontro, una comunione di intenti e di idee che sapessero avvolgersi intorno a uno stesso filo rosso, ovvero al concetto di Sostenibilità.

Nei quattro eventi che si sono svolti a partire da marzo 2016, ospitati dagli Atenei pubblici romani, è stato quindi declinato questo stesso concetto in quattro ambiti di applicazione esplicitati sin dal titolo stesso di ciascun evento:

Ambiente, città e territorio, svoltosi il 30 marzo nell’Aula Magna Rettorato dell’Università degli Studi Roma Tre (ad apertura del ciclo di eventi). Il convegno si  è contraddistinto per una spiccata attinenza ai temi dell’ambiente, di uno sviluppo urbano sostenibile attento alle esigenze individuali e collettive, nonché per temi di forte attualità quali crescita delle cosiddette smart cities, anche in risposta ad allarmanti cambiamenti climatici. Non ignorando infine il ruolo cardine che la formazione e l’università possono e devono ricoprire in quanto soggetti portatori di innovazione e formatori di soggetti sempre più consapevoli.

Scienza e benessere, ospitato nell’Auditorium di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” il 22 aprile; dedicato al benessere nelle sue molteplici accezioni, dalla cura alla prevenzione, ci si è interrogati criticamente sui costi del welfare ma anche sul progressivo invecchiamento della popolazione e sul ruolo sociale della medicina solidale. Anche in questo caso l’Università si è ritagliata un focus dedicato, ponendo l’attenzione sulle attività dello sportello “SOS Mamma”, della Fondazione Policlinico Tor Vergata, dedicato, in particolare, alla salute mentale delle donne.

Sport e Capitale umano, realizzato nell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” il 9 maggio; fortemente incentrato sullo sport come veicolo di inclusione e formazione, il convegno ha saputo unire le opportunità che la pratica sportiva offre per la realizzazione di stili di vita sani, al suo cardine ruolo nell’implementazione di infrastrutture e tutela dell’ambiente. Non sono mancati i riferimenti ai piccoli e grandi eventi sportivi e all’importanza della loro narrazione in una logica di coesione sociale.

Una cultura per la società dell’informazione, avvenuto mercoledì 18 maggio nell’Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma. Nella duplice veste di quarto e conclusivo evento dei “Dialoghi sulla sostenibilità” il convegno si è concentrato in particolar modo sulle declinazioni che il termine Sostenibilità assume nel momento in cui incontra la cultura, nella sua più ampia accezione di paradigma sociale di riferimento delle nuove generazioni.
La lectio brevis affidata al Presidente del Senato Pietro Grasso, in perfetta sintonia con il titolo del convegno, ha posto in evidenza da un lato le opportunità che la rete offre in termini di potenziale accesso alle fonti di informazione e alla realizzazione quindi di un comune senso critico, dall’altro la sempre più incalzante tendenza all’omofilia intesa, in questa accezione, come la tendenza degli algoritmi di proporre ai propri utenti contenuti e legami rigorosamente affini ai propri interessi. Il punto di contatto fra le due tendenze è stato identificato nella necessità di rendere l’accesso alle informazioni in rete come volano di una cultura pluralista e di una vera e propria cittadinanza attiva. Di comune intento è stato l’intervento dell’emerito Sapienza, Stefano Rodotà il quale ha posto l’attenzione sulle disparità sociali, generate dal mancato utilizzo della rete, risanabili solo attraverso il riconoscimento dell’accesso a internet come diritto fondamentale della persona.

Si sono poi susseguiti gli interventi riguardanti i sei temi ritenuti fondamentali nell’esplicitazione del rapporto fra cultura/informazione e sostenibilità:

  1. La libertà della comunicazione al tempo della rete che ha idealmente proseguito e sistematizzato i temi già individuati nei precedenti interventi di apertura.
  2. Cultural Heritage: arti, patrimonio museale e beni culturali che da un lato si è concentrato sulla valorizzazione del patrimonio culturale come risorsa del Paese, dall’altro ha rintracciato nella formazione scolastica e universitaria l’elemento imprescindibile all’interiorizzazione di un valore condiviso.
  3. Cultura e tecnologie: il nuovo continente dei giovani nel quale è emersa ancora una volta l’importanza della rete e del digitale nei processi di formazione e inclusione delle nuove generazioni. Con particolare attenzione al ruolo che le istituzioni formative ricoprono nel momento in cui la dotazione tecnologica non è che una parte della questione.
  4. La cultura come luogo di affermazione della parità di genere che rivendica il riconoscimento della parità di genere come elemento cardine nell’adozione di un paradigma culturale sostenibile e privo di diseguaglianze a partire dai luoghi deputati alla formazione.
  5. Sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e management culturale il più vicino all’idea di sostenibilità mutuata dall’ambito economico-ambientale, il panel ha messo in luce il fatto che il rapporto fra economia, sviluppo e benessere sono conseguenze della cultura – e non viceversa.
  6. Oltre le periferie sociali incentrato sull’idea che la sostenibilità sia in primis una questione sociale, per cui è necessario sanare le distanze fisiche e culturali con le periferie, qualunque esse siano, attraverso la comunicazione e la formazione prima di poter promuovere una vera cultura della e alla sostenibilità.

Da ciascuno dei panel emerge l’altro elemento posto alla base dei convegni, ovvero il ruolo che la formazione, l’università e la cultura, in tutte le sue eccezioni, hanno avuto e devono continuare ad avere nei processi di modernizzazione, crescita e sviluppo del paese, sia in termini di sostenibilità interna sia nella promozione di competitività su scala mondiale.
A questo proposito il pomeriggio ha visto la presenza di interventi estremamente eterogenei ma legati al medesimo tema: la formazione affidati ai Proff. Giuseppe Novelli, Marina Formica, Renata Salvarani, Antonio Cocozza e a personalità illustri quale Luigi Berlinguer e Paolo Matthiae e contando anche sulla presenza di esperti del settore delle comunicazioni come Antonio Samaritani.

Nelle conclusioni dell’evento e dei “Dialoghi sulla sostenibilità” affidate rispettivamente a Alessandro Leto e a Mario Panizza è emerso un elemento fondamentale, ovvero che il raggiungimento della sostenibilità e di un paradigma culturale condiviso passa sì per i temi citati qualche riga fa, ma passa soprattutto per la capacità delle istituzioni votate alla formazione, nello specifico caso alle Università, di saper collaborare e coordinarsi per il raggiungimento di un obiettivo comune, di saper quindi cogliere l’opportunità che un evento come questo ha offerto alla comunità accademica.

Una rete di saperi, di approcci, di persone, di amicizie, una rete di idee che possa superare le barriere dell’appartenenza ai singoli Atenei e che sappia proseguire su un progetto comune, che sappia valorizzare quanto fino ad ora è stato realizzato e che possa soprattutto rilanciare questa ritrovata collaborazione con nuove e stimolanti idee. Perché la sostenibilità non sia solo una parola.


Il Giubileo CRUL in cifre:

  • 250 persone tra Rettori, delegati, speaker, coordinatori, appartenenti ai gruppi di lavoro accademici, rappresentanti istituzionali, esperti, professionisti e team organizzativi hanno visto la partecipato complessivamente alla realizzazione dei convegni.
  • La sostenibilità si è vista declinare non solo nelle quattro macroaree individuate nei titoli ma in 35 microtemi che hanno restituito negli eventi di riferimento una media di 8 specifici punti di vista o declinazioni del tema.
  • 7 ore è la durata media di ciascun convegno. Complessivamente la somma della durate degli interventi supera le 24 ore.
  • Sono stati redatti oltre 20 contributi per i soli panel mattutini.
  • La media dei contributi pervenuti per la pubblicazione nel volume “Dialoghi sulla sostenibilità” per le tematiche inerenti a ciascuno dei quattro eventi si aggira intorno ai 60.
  • Dalla somma dei contributi dei panel e quelli per il volume sono state individuate oltre 400 keywords sia in lingua italiana che inglese.
  • 2 i volumi prodotti: il primo dedicato al quarto e conclusivo convegno, il secondo, in fase di realizzazione, che raccoglierà in se tutti e quattro i convegni.
  • 8 sono i mesi complessivi di lavoro che hanno portato alla realizzazione dei quattro eventi.
  • 14 sono gli atenei coinvolti , oltre ai 12 CRUL si è vista la partecipazione di rappresentanti Link e Uninettuno.
  • 1 hashtag dell’evento: #GiubileoCRUL
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