Dopo 26 anni di esplorazione di molti suggestivi luoghi e città italiane, quest’anno il PRIX Italia, uno degli eventi ripetitivi più longevi al mondo (esiste dal 1948 ed è giunto alla 71-a edizione)  curato dalla RAI e rivolto ai broadcaster provenienti da tutti i continenti, è ritornato a Roma, facendo dei luoghi storici della Capitale la seducente scenografia per la produzione e l’innovazione audiovisiva mondiale.
In tale contesto, alla vita della città e al fermento culturale ed espressivo dei broadcaster internazionali si è affiancata la vivacità delle Università romane, che fanno di Roma un esemplare melting pot per giovani italiani e stranieri.
“Celebrating Cultural Diversity in a Global Media World”, il filo rosso di quest’edizione del Premio, diventa la formula espressiva particolarmente adatta a colmare quel deficit di empatia tra universi simbolici, generazioni, spazi geografici, umani e tecnologici. Inoltre, il PRIX Italia è stato per la città di Roma un’eccellente occasione di riscatto e messa in mostra delle sue antiche e pregiate vesti storiche, archeologiche e architettoniche, ma anche della sua nobile e sfidante caratterizzazione di città che prova a rinnovarsi aprendosi ai giovani, alla multiculturalità e al futuro. Non è inutile ricordare che Roma ospita la più imponente popolazione studentesca di qualunque capitale.
Le Università sono per definizione luoghi di manifestazione e di sintonia dei valori universali e delle diversità culturale, dove il continuum tra locale e globale, tra sé e l’altro, tra teoria e pratica, diventa stile cognitivo e scelta di vita.
Pertanto, l’invito della RAI e del PRIX a una partnership strategica intorno alla festa della diversità culturale, che si esprime anche attraverso i linguaggi audiovisivi e multimediali, è stato colto da Sapienza con entusiasmo. In tutte le proprie priorità, a partire dalla didattica e dalla ricerca, per arrivare alla cosiddetta “terza missione”, la Sapienza e gli altri Atenei romani agiscono nella consapevolezza che la contaminazione con l’”altro” genera processi di ibridazione culturale di portata non indifferente, che incideranno sulle identità e sull’avvenire delle società di partenza e di arrivo, nello stesso tempo.  “A differenza del viandante, che oggi viene e domani se ne va, lo straniero è colui che oggi  viene e domani rimane”, profetizza Simmel già nel 1908, e quest’immagine della mobilità sociale e culturale generata dall’incontro con la diversità diventa ancora più densa quando si tratta della circolazione dei saperi e dei loro produttori, riconducibili alle varie discipline accademiche, ma anche al di fuori delle cittadelle fortificate delle discipline, nelle pratiche professionali e nell’incontro con la vita.
Speriamo di aver restituito con chiarezza il nostro entusiasmo nell’essere parte di questa manifestazione e di aver contribuito ad amplificare la voice della Città, del Prix Italia e della volontà di rinnovare il rapporto tra RAI, broadcaster nazionali e internazionali e platee giovanili.

Andando a scandire ordinatamente i termini di questa collaborazione, possiamo partire dal primo aspetto evidente: il compito di far raccontare la città, nei suoi aspetti inediti, ai giovani universitari.
Una parte del risultato della sinergia tra le università romane e il Prix Italia, concretizzato nella restituzione di schegge di emozioni giovanili si potrebbe sintetizzare attraverso le parole di Italo Calvino:

«Che cosa è oggi la città, per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e “Le città invisibili” sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili […] Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi». (Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

Nel contesto della sezione Ylab della 71° edizione del PRIX ITALIA sono rientrati  workshop, conferenze e la piattaforma educativa Young Laboratory, pensata per studentesse e studenti delle università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, con l’obiettivo di favorire il confronto tra giovani ed esperti internazionali, invitandoli a partecipare attivamente al dibattito, anche con la proposta di loro progetti multimediali. Quest’anno il titolo del Laboratorio è stato “Roma e il suo territorio”, intendendo per esteso anche il territorio laziale. Per l’occasione, gli studenti universitari sono stati chiamati a realizzare per Prix Italia video o promo radiofonici brevi per “illuminare” Roma ai broadcaster internazionali. Si tratta di pillole di circa 90 secondi, che raccontano la città di Roma e la Regione Lazio nei suoi aspetti culturali e artistici più positivi e coinvolgenti.
L’obiettivo è quello di restituire a broadcaster provenienti da ogni continente l’immagine della città e del territorio dal punto di vista dei giovani, nell’intento di far emergere la molteplicità di volti e immagini che compongono la complessità e il fascino della Città Eterna. 
I lavori audio e video degli studenti, provenienti da vari dipartimenti e realizzati anche con il contributo di RadioSapienza e MediaLab Coris, raccontano la diversità culturale, la storia e le identità di Roma e della regione Lazio, le tradizioni, l’archeologia, l’arte, le strade e i loro artisti, gli sguardi estasiati dei turisti e, infine, il “vissuto” dei giovani universitari.
Alcuni nostri studenti, accanto ai rappresentanti delle altre università romane, hanno fatto parte della giuria deputata a valutare i prodotti in competizione, attribuendo il “Students Jury Special Prize”. Si tratta di un primo episodio di valorizzazione dell’esperienza e dei gusti dei giovani nelle decisioni relative alla premiazione dei prodotti in concorso.

Gli studenti Sapienza, inoltre, hanno contribuito alla comunicazione social dell’evento, hanno seguito gli eventi, con interviste, articoli e dirette, attraverso i canali RadioSapienza e hanno preso parte alle tante iniziative particolarmente coerenti con il loro percorso di studio e di ricerca. Coordinato da tre tutor neolaureate del CoRiS, Roberta Canetto, Giorgia Civita e Giulia Gaj, il gruppo di studenti della nostra università ha visto la costante e appassionata partecipazione di: Gennaro Lapadula, Nicola Compagnone, Francesco Cucci, Linda Wu, Lavinia Cianchi, Claudia Iannitti, Salvatore Loscrodato, Riccardo Merli, Chiara Mastrucci, Vittorio Fiore, Giulia Doneddu, Maria Vittoria Giaroli De Carli, Francesco Amato, Maria Vittoria Laterza, Giulia Marilungo, Raffaele Grasso, Valentino Pirola, Martina Barone, Emanuele Paglialonga, Gianmaria Cataldo, Carmelo Arena, Francesca Catino.

La partecipazione Sapienza si è presentata, inoltre, anche quale occasione rilevante di ulteriore sinergia tra vari Dipartimenti tra i quali ricordiamo il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale; Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’architettura; Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo. (Coordinatori accademici: Proff. Mario Morcellini, Mihaela Gavrila, Ida Cortoni, Carlo Martino, Andrea Minuz, Francesca Cantore, Valentina Faloni).

Non è mancato, come sempre, il contributo dell’Ufficio Stampa e Comunicazione d’Ateneo e di RadioSapienza.

Si tratta di una rilevante sfida e occasione di collaborazione e cooperazione istituzionale nella quale speriamo di aver fornito la nostra Sapienza e, dunque, ringraziamo RAI, e il Presidente Marcello Foa, e il PRIX Italia, a partire dal Segretario Generale Kàrina Laterza e dalle referenti YLAB Antonella Gaetani e Nadia Kerwat,  per la convocazione intorno a questo momento di valorizzazione e celebrazione della creatività globale e della natura complessa e, pertanto, affascinante della nostra società.

Rivedi su RadioSapienza le interviste a Raffaele Cantone, Sigfrido Ranucci Mihaela Gavrila, Marcello Foa, Mario Morcellini e Antonella Gaetani e Roberto Morrione

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